Quanto fin qui detto sui colori
potrebbe inerire l’aspetto semantico dell’araldica, ma sono tuttavia le
particolarità sintattiche delle sue espressioni che “impressionano”
maggiormente l’orecchio profano. Infatti nella blasonatura uno scudo tutto
rosso, può essere indicato solo dall’espressione di rosso pieno (de gueules
plain) o, al massimo, campeggiato di
rosso.[1]
L’impiego di un linguaggio araldico, avente un lessico e una sintassi
specifica, potrebbe comunque sia apparire una complicazione inutile, rispetto
al linguaggio parlato. È bene subito comprendere che il procedimento impiegato
della blasonatura, con pochi termini e con costruzioni prefissate garantisce la
descrizione di stemmi assai complessi; infatti molto più complesso si rivelerebbe la
descrizione d’uno stemma elaborato senza l’ausilio di un linguaggio specifico, si
finirebbe o per dimenticare qualche elemento dello scudo o a non riuscire a
catalogarne altri.