giovedì 15 settembre 2016

Maiolica arcaica. Pisa, un esempio



Diverse fasi di cottura della maiolica arcaica (prima cottura fornace, smaltature e decorazione, seconda cottura)
Agli inizi del Duecento a Pisa si diffonde la cosiddetta maiolica arcaica molto simile, tecnicamente parlando, alle forme dell’Al-Andalus e del Magreb occidentale: smalto nelle parti decorate e vetrina giallognola in quelle non decorate, vetrina che fa trasparire il colore della terracotta. L’ipotesi è che siano arrivati artigiani con queste conoscenze, dando così origine a officine locali le quali hanno elaborato un repertorio che risente, in parte, dell’influenza delle zone di provenienza e dall’altro dall'elaborazione di forme chiuse imitanti quelle regionali; si tenga presente che le brocche da acqua e da vino sono assenti nel mondo islamico.
Sono oggetti con decorazioni di complessità variabile. Con l’avvento della maiolica arcaica si ha un processo di forte sviluppo anche delle varietà formali rappresentate: oltre a boccali si fanno piatti grandi, ciotole e questo è legato a un modo diverso di stare a tavola. Cambiamento del consumismo che diventa sempre più evidente ed è un segno del benessere economico portato dall'affermazione della vita cittadina.
Gli artisti sono arrivati nell'area pisana dove già si apprezzavano le ceramiche “esotiche” (nelle chiese e sulle mense si hanno i bacini), perciò v’era una certa domanda; hanno così intrapreso una produzione semi-industriale che ha avuto un notevole successo portando all'esportazione della maiolica da Pisa.
Infine, a partire dalla fine del Duecento si moltiplicano i centri che in Italia producono le ceramiche, soprattutto la maiolica arcaica, diffondendosi nel Centro; si veda Orvieto e Roma, caratterizzata dalla ceramica laziale: si affermano oggetti prodotti col sapere tecnico originario di Al-Andalus, che come già sostenuto ha preso piede a Pisa.
In particolare, per quanto concerne il lato tecnico, si hanno diverse fasi di cottura: prima cottura in fornace, poi la smaltatura e la decorazione, infine la seconda cottura in fornace. Vedi anche Maioliche ed Oriente.
Vedasi anche Approfondimenti.

di Giancarlo Petrella
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La ceramica graffita arcaica

Della graffita arcaica tirrenica si evidenzia l’essere ingobbiata, ovvero avente uno strato di terra bianca, oltre che la vetrina trasparente. Agli esordi proviene principalmente da Savona, producendone un'elevata quantità. Tuttavia, le particolarità tecniche della graffita legano il suo inizio al mondo islamico orientale, perciò all’area dell’ingobbio e della graffitura.
Savona: ceramica ingobbiata e graffiata tirrenica in. XIII
Ogni centro produttivo, a seconda dei suoi rapporti, prevalentemente commerciali, o in base alla disponibilità di materie prime, ha sviluppato ceramiche adatte alle loro esigenze. Si tratta, nel caso della graffita arcaica, di prodotti non di altissimo costo; infatti non usano l’ossido di stagno abbastanza costoso: Inoltre queste ceramica sono idealizzate per essere impilate una sull’altra: repertorio già pensato per essere trasportato, avendo così un discreto successo in tutta l’area tirrenica. Tale ceramica viene prodotta anche a Venezia.