Le ceramiche da mensa sono quelle
che cambiano più velocemente delle altre dacché soggette, oltre che a leggi
funzionali, a un gradimento personale. Studi compiuti da Berti, Gelichi ed altri esperti hanno comprovato che tra le ceramiche islamiche sono presenti varie tecniche di rivestimento e di decorazione.
In particolare la tecnica maiolica presenta nel rivestimento vetroso, che si pone sulle forme già cotte, l’ossido di stagno che dona uno strato bianco e non trasparente; procedimento di produzione che poi arriverà anche in Italia. Varianti di questa tecnica si riscontrano nell'area tunisina, con la presenza del medesimo rivestimento interno ed esterno.
In particolare la tecnica maiolica presenta nel rivestimento vetroso, che si pone sulle forme già cotte, l’ossido di stagno che dona uno strato bianco e non trasparente; procedimento di produzione che poi arriverà anche in Italia. Varianti di questa tecnica si riscontrano nell'area tunisina, con la presenza del medesimo rivestimento interno ed esterno.
Invece le produzioni spagnole dell'Al-Andalus hanno lo smalto con decorazione bicroma e all'esterno vetrina: nell'interno v'è lo smalto ed all'esterno la vetrina con l'assenza di ossido di stagno. Nell'area del Magreb si impiega contemporaneamente lo smalto nelle zone decorate e una vetrina senza ossido di stagno nelle zone non decorate.
Un altra tecnica è quella dell’ingobbio che prevede due strati diversi di rivestimento uno di terra bianca e sopra quello della vetrina trasparente. Anche se l’aspetto finale può sembrare analogo il procedimento è diverso e spesso comporta anche una decorazione incisa; queste tecniche sono presenti nel mondo islamico orientale e nel mondo bizantino.

