lunedì 5 novembre 2018

Maiolica arcaica - approfondimento

Protomi a rilievo testine fatte a matrice applicate sui vasi che sicuramente imitano quelli metallici.


Saliera e vaso con pigne a rilievo. Queste forme sono quelle più antiche rispetto alla maiolica arcaica e presentano una strozzatura nel piede tipica del Duecento
  




Diverse tecniche in Italia agli inizi del XIII sec.


Evoluzione delle forme per cui le forme del tardo Trecento sono tutte schiacciate e si affiancano alle brocche tutta una varietà di ciotole più o meno complesse. Mentre le produzioni più antiche sono decorate in verde e bruno nel corso del 300 viene inserito anche il colore blu (per quello più bello viene usando il cobalto). Tali ceramiche usano l'ossido di stagno (Magreb o Francia) e il cobalto di non facile reperimento. Sono ceramiche legate a una ripresa dell’economia di scambio nel Mediterraneo (si ricordino le Repubbliche marinare).
Tavola sinottica delle forme chiuse

Varietà di boccali, ciotole, catini di varia natura prodotte a Roma nel Tardo ‘300 (si sono moltiplicate le forme funzionali). Tra l’altro si è visto che un incremento dei consumi di questi oggetti ricercati è avvenuto dopo la crisi del ‘300. Chi è sopravvissuto ha potuto permettersi un tenore di vita più alto, ciò ha portato a un aumento dei consumi generalizzato ed è per questo che gli artigiani, essenzialmente delle città, producono oggetti più articolati e di ottima fattura, vendendoli a una clientela sempre più numerosa. Si rifletta su come alcuni villaggi contadini che nel ‘200 avevano oggetti di un determinato tipo, a partire dal ‘300 posseggono oggetti in maiolica arcaica.

di Giancarlo Petrella
Proprietà letteraria riservata© 2018

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