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| Jean de Luxembourg, Grand Armorial équestre de la Toison d'Or, Flandres, 1430-1461 |
Forse
ancora più importante della constatazione della non semplicità in
un’alterazione stilistica, tratteggiata seppur sommariamente precedentemente, è l’effettività che il linguaggio simbolico non è mai un linguaggio
“isomorfico” in cui il rimando è univoco; non si attua perciò la situazione che
ad una singola figura di uno stemma vi sia un solo significato. Come non è presente un linguaggio isomorfico, così le
figure sono stilizzate e consistono in archetipi;[1] oppure
una parte dell’immagine, la indica integralmente.
